domenica 20 marzo 2011

Il piccolo " GRANDE"

Vorresti in casa vostra un tipo cosi?????? Questo è l' uomo che ha forzato i tempi per scatenare tutto questo disastro . I " francesi " !!!!!!!!

La Missione umanitaria è cominciata!!!!!

Dovevamo impedire che gli aerei di Gheddafi bombardassero . Da ieri abbiamo scaricato, noi occidentali, tonnellate di bombe , e come ciliegina, dalle navi USA sono partiti 110 missili.
Mentre i militari annoiati approfittano del momento per giocare alla guerra, i politici si arrampicano sugli specchi per dare una parvenza di legalità ad un' azione che non solo non appare legittima, ma addirittura neppure minimamente logica. Ci cacceremo in un guaio senza fine, con sofferenze per tutti e non riusciremo più a capire da dove è cominciato tutto questo casino


sabato 19 marzo 2011

I " Grandi" scemi!!!

I " piccoli" Grandi fanno la voce grossa!!!

pubblicata da Giancarlo Fulgenzi il giorno sabato 19 marzo 2011 alle ore 18.28

E' cominciata la " Grande battaglia navale ...e aerea" a divertimento e passatempo dei " piccoli" Grandi della terra.

Non riusciamo a mandare un carro attrezzi in autostrada quando serve,in compenso in due giorni mezzo mondo è allarmato e allertato per combattere il pericolo pubblico dell' Umanità: il beduino Gheddafi che sicuramente un pò svitato è ma che era sempre stato cosi anche mentre veniva ricevuto e ossequiato dai tutti i soliti "piccoli" Grandi che oggi lo vogliono morto.

Per riportare pace e serenità in Libia alla fine gli sganceremo qualche tonnellate di bombe, e cercheremo di metterli in moto in qualche conflitto senza fine.

E' cominciata la corsa ad accaparrarsi la sede del comando operazioni, la diatriba su chi come e dove deve comandare, su chi ha le tecnologie più avanzate ed i top gun più addestrati. Questi avranno già pronti assieme ai piani di volo, anche il CD con le musiche preferite, dato che dopo il Viet Nam si va a bombardare a suon di musica. Esperti, consulenti, ausiliari di ogni genere, sono già mobilitati, cosi come televisioni giornalisti , diecine di migliaia di persone che non richieste, vanno a nome e spese nostre a giocare alla guerra.Una guerra facile considerata la spoporzione delle forze in campo ma che l' occidente riuscira, come ha già ampiamente dimostrato , a trasformare in un conflitto difficile se non perdente. In un giorno abbiamo già speso tanto quanto basterebbe a risolvere uno qualsiasi degli stupidissimi problemi che ogni giorno ci affliggono.

Nel frattempo mi pare nel Barein propio oggi si è sparato sulla folla e non è certo l' unico posto dove c'è aria di maretta.

Naturalmente questo grande spiegamento di forze che dall' Onu, alla Lega Araba, dalla Nato, all' Allenza Atlantica trasferisce immediatamente, per milioni di persone, il beduino Gheddafi sull'altare dei martiri ingiustamente perseguitati. Se riusciremo quindi a far contenti i " piccoli"Grandi ed il loro desiderio di mostrarsi qualche volta attivi , nello stesso tempo infiammeremo gli animi di qualche milione di persone che guardano a Gheddafi come a uno di loro, non come ad un folle ma come ad un leader in un continente , l' Africa, che di leader suonati ne ha più di uno. In quanto a Leader suonati , credo di poter pensare che l' Occidente non è secondo a nessuno.

giovedì 17 marzo 2011

Ritorno dal Giappone

Il Corriere della Sera pubblica alcuni consigli utili per chi rientra dal Giappone.
Fra le prime cose da fare suggerisce di cambiarsi gli abiti e lavarsi bene.
Premesso che sono due consigli validissimi sempre, io vorrei modestamente aggiungere anche un altro piccolo suggerimento.
Tenere la bocca chiusa! ma non perchè aprendola possano volar via particelle radioattive più o meno dannose, ma perchè un pò di silenzio e di pudore sarebbe utile a non alimentare quella nomea che ci perseguita e che ci fa identificare come un popolo piagnone, superficiale, privo di un minimo di disciplina e di rispetto verso gli altri.
Stiamo assistendo ad una tragedia indescrivibile , che va molto al di là delle immagini che sembrano addirittura false tanto sono impossibili da accettare.
Diecine di migliaia di persone sono morte, milioni di persone stanno vivendo, in quelle zone, ore, giornate che possiamo solo definire con termini assolutamente insufficienti. Centinaia di persone hanno perso TUTTO, dalle persone care, alla vita intera, alle cose. Cerchiamo di immaginare le loro reazioni, le paure, i pensieri, il loro futuro.Non abbiamo sentito un lamento, un grido. Alcune diecine di persone eroiche stanno combattendo contro un mostro invisibile che messo in attività , ora non riusciamo a frenare a domare a riportare ad una calma naturale. Guardando quelle immagini ci domandiamo dove metteranno tutti i morti, dove potranno mai smaltire tutto quello che fino a pochi giorni fa era il loro mondo e che un gigantesco tritatutto a ridotto a montagne di detriti.
Tornano i nostri eroi da Tokio e si lamentano subito, all'aereoporto gridano come se non avessero ancora capito che i microfoni non hanno bisogno di urla: basta parlarci dentro. Si lamentano :erano a Tokio a trecento kilometri dalla tragedia ed è sembrata loro un' avventura impossibile quella di andare all'aereoporto per tornare a casa, fare magari anche qualche coda, sopportare certamente qualche disagio, prendere un aereo e tornarsene al sicuro. Pretendevano una azione più decisa che avesse loro evitato quelle modeste, superabilissime difficoltà, volevano biglietti gratuiti, servizi personalizzati. I signori dell' Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino hanno addirittura inviato messaggi in voce per spiegare che 5 giorni di attesa in albergo li hanno stressati, e che quando uscivano a passeggiare per Tokio per precauzione indossavano pure la mascherina.Uomini che fanno della " Cultura" la loro bandiera , senza un minimo di buona educazione avanzano lamentele puerili e assurde. Ma chi li manda in giro a rappresentare l' Italia??
VERGOGNA!!!!riportiamoli indietro, verso il Giappone , a spese nostre , mandiamoli a spalare le montagne di detriti, a spengere i reattori impazziti, mandiamoli da qualsiasi parte ma non facciamoli tornare in questo Paese. Abbiamo già abbastanza problemi, le celebrazioni di oggi per l' Unità d' Italia hanno ancora di più messo in risalto tutta la nostra fragilità nazionale. Non abbiamo bisogno di gente così. Meglio cento barconi di africani che gli Italiani in rientro dal Giappone.

venerdì 18 febbraio 2011

Rose in vetroresina in Park Av




















Uova e Bacon




Una vecchia casa a ad Harlem sopravvissuta alle demolizioni












































L' Hudson ghiacciato. Sullo sfondo il New Jersey










Neve al
Central Park



Neve a Manhattan




















Una nota tratta

Dal Corriere della Sera di Oggi



Vertigini newyorkesi

Vetro, ferro, ghiaccio e vento. New York, la prima volta è vertigine. Quel senso di déja-vu,che hai visto solo nei film e ti sembra di conoscere. La possibilità aperta che va in frantumi e, ad ogni angolo di strada la rincontri per tentare di possederla, invano. Calderone umano fatto di scontri indifferenti dove tutto è ammesso perché sei a New York. Capitale del secolo, all’ombra di una Ground Zero e delle sue gru. E di là dal vetro di un sushi-bar i turisti che corrono per l’ultimo traghetto diretto ad Ellis Island

venerdì 31 dicembre 2010

Prima che aboliscano il Natale.....



Profumo di abete , odore di borraccina, qualche lustrino , una candelina, un giocattolino a molla , una statuina di gesso e ti si scioglie l’anima! Il gioco è fatto: è Natale.

Lo so: io sono fuori tempo , sono culturalmente elementare. In effetti da molti anni sento dire che alcuni sapienti nostrani hanno dedotto e decretato che Babbo Natale non esiste e che l’Epifania è una pura invenzione commerciale. Mi vergogno!! L’ho sentito dire ed ho anche assistito a dibattiti in tal senso, ma non riesco ad accettare l’idea.

E’ vero , in effetti l’avevano detto anche “ le televisioni” ma io che sono stupidamente romantico mi ero rifiutato di capire. Ho sempre creduto , lo confesso, che stare a tavola tra persone care e amici fosse un momento importante anche per l’anima ed avevo sottovalutato la dieta a punti o la prova costume, avevo pensato che dare ai nostri giovani e giovanissimi successori, la sana abitudine di festeggiare certe ricorrenze in famiglia fosse qualcosa che avrebbe contribuito alla loro formazione,al loro equilibrio, al rispetto di tradizioni secolari, a momenti di comunione e di affetto con le persone che ti stanno vicino , parenti o amici che siano: sbagliavo!! Pare che una sonora serata in discoteca o al pub sia più intelligente , tanto che si organizzano (a che punto arriva il progresso!!!!) da parte dei comuni, pulmini per riportarti a casa figli ubriachi o drogati. Evitiamo almeno che perdano punti sulla patente!!!!.

Quando mangiavo una fetta di panettone avevo sempre, stupidamente, pensato a quanti avevano lavorato per produrlo, confezionarlo, trasportarlo, venderlo, e ritenevo che quei pochi euro che avevo pagato avrebbero concorso a tener viva un’ azienda e a dare giusto compenso a tutti quelli che attorno a quel panettone avevano lavorato. Quando ammiravo le sfavillanti vetrine dei pasticceri, delle macellerie inghirlandate, quei grandi trofei di golose leccornie nelle vetrine delle delle pizzicherie, mi prendeva subito la voglia di un camino acceso e di un bel gruppo di amici con cui brindare: non è attuale!!!Pare che sia preferibile dirottare l’importo equivalente ai saggi cultori della salvezza della “ foca monaca” o del “ falco pellegrino” che sapranno più accortamente amministrare il tutto.

La salvezza del macellaio, del pasticcere, del pizzicagnolo non è intellettualmente interessante, o comunque non è compito loro.

Le mie colpe non finiscono qui, riconosco ora davanti a tutti che mi sono mille volte incantato ad ascoltare White Cristhmas da Frank Sinatra : lo confesso mi piace ancora, se sono solo la canticchio anche !!

Ma non è tutto, la mia follia va ben oltre: ogni anno costruisco piccoli Presepi che volentieri regalo a chi come me ne rimane incantato, appassionandomi a una storia che rappresentiamo sempre con le solite figure ma che risulta sempre diversa , affascinante, un miracolo che ti sboccia fra le mani e neanche ci credi, e vorresti gridare forte la gioia sublime di fare piccoli miracoli con cose da nulla.

Naturalmente anche io avevo notato che qualcuno andava fuori di testa esibendosi in regali miliardari e feste arabeggianti, nella costruzione di improbabili presepi viventi e alberi di natale ricavati da auto rottamate.. Si sa le esagerazioni ci sono sempre, e come sempre la pubblicità e “ le televisioni “ non si erano tirate indietro a propagandare e diffondere certe abitudini imbarazzanti.

Con le Botteghe di Fulgenzi anni ’60 -’70 , avevamo però cercato di dimostrare che bastava un fiore di carta , una candela fatta a mano, un giocattolino a molla o comunque un piccolo oggetto che parlasse di vita e di fantasia, per donare un attimo di gioia e di stupore alle persone.

Io personalmente mi sono sempre guardato attorno e fra le mie cose ho sempre trovato un piccolo regalo che avrebbe parlato agli altri del mio affetto , non li avrebbe messi in imbarazzo, ed avrebbe testimoniato che donavo loro qualcosa di me , qualcosa priva di ogni valore venale ma ricca di sentimenti veri..

Allarmato però da tanta intelligenza dilagante,nel 1971 misi nella vetrina del negozio di via del Babuino questo cartello:

COMPRATE I VOSTRI REGALI PRIMA CHE ABOLISCANO IL NATALE!

Era evidentemente una esagerazione provocatoria ma credo sempre proponibile. In effetti non credo che avessero intenzione di abolire il Natale, ma molto più semplicemente di distruggere quel sogno dorato fatto di poco e di tanto insieme , quei momenti rari che sanno di vita vera e che sfuggono inevitabilmente al controllo interessato di politici , finanzieri e burocrati, e di tutti coloro che si sono autonominati amministratori della nostra esistenza.

Sono passati tanti anni ormai, io penso onestamente che il Natale sopravviverà ,la fantasia vince qualsiasi intellighenzia distruttrice. Teniamoci le nostre stelline di stagnola, le lucette incerte, abbandoniamoci a tombole e caldarroste, continuiamo ad esplorare mercerie,soffitte e vecchi negozi in cerca di piccoli oggetti che possano testimoniare il nostro amore a chi più ci appartiene. Non vergogniamoci per una cena con amici, per quei dolcetti che poi ci costringeranno a qualche attenzione alimentare dopo. Non nascondiamo la nostra innocente ingenuità.

Prendiamoci qualche ora per confezionare, uno ad uno, con attenzione e un pizzico di creatività i nostri pacchettini, incastriamoli bene nei sogni, nelle aspirazioni delle persone a cui li dedichiamo ed avremo fatto in un colpo solo un indimenticabile regalo a tante persone: certamente a chi lo riceverà e vedrà in una piccola cosa il segno dei nostri sentimenti , avremo gratificato con un piccolo aiuto quei negozietti costretti ormai all’abbandono dalle “ griffe” dilaganti, ma soprattutto avremo fatto un enorme regalo a noi stessi: nessuno potrà dimenticare la gioia della scoperta degli oggetti giusti, il piacere della preparazione e della dedica e l’ emozione impagabile di constatare che abbiamo anche noi fatto il nostro piccolo miracolo di Natale: abbiamo donato amore, ed è il massimo!!

Articolo apparso sul numero di dicembre della rivista Valle Life

sabato 13 novembre 2010

VORREI


Vorrei capire , almeno per un giorno, come è fatto il mondo.

Vorrei parlare una volta sola con le persone che mi stanno attorno: da una vita diciamo parole e non ci siamo mai parlati.

Vorrei vedere quanto è bella la natura , i sassi, le foglie, gli insetti, la pioggia, la terra : vorrei una volta sola guardare tutto fino a capirne l ‘ essenza vera,

Vorrei andare in giro e non avere legami per godere la libertà, senza affetti, senza amicizie ma anche senza paure né malinconie.

Vorrei assaporare per un giorno solo questa vita che ho sciupata tra carte e problemi, tra chiacchiere inutili e sogni impossibili.

Vorrei trovare una persona con la quale parlare, senza parole, una persona con la quale ti intendi al volo e che poi non soffre se te ne vai e non ti manca se ti è lontana.

Vorrei non aver casa e non soffrirne,vorrei essere lontano da tutto.

Vorrei non esser nato per non dover morire.

Vorrei mia madre sempre accanto a me , non so come l’ho perduta, non so come questa atrocità sia possibile in un mondo così sapientemente programmato.

Vorrei sparire e che nessuno se ne accorgesse neppure , come se non fossi mai esistito.

Vorrei stare in riva al mare per una vita intera fino ad averlo “ capito “ tutto e non essermi limitato allo sciacquettio delle onde alla riva.

Vorrei parlare con i miei cani, che certamente capiscono le mie parole come io le loro, ma usiamo linguaggi talmente diversi che ci amiamo a gesti, esprimendo solo grossolanamente i nostri profondi sentimenti.

Vorrei lavorare tranquillo, vorrei essere miliardario per lavorare in pace e fare non ciò che si vende ma ciò che ho in testa e che fa impazzire di gioia prima di tutti soprattutto me.

Vorrei spiegare agli altri come sono io, dentro, nell’anima e nei pensieri , perché sono più sopportabile di quanto agli altri non appaia , li amo e non lo sanno, vorrei parlare e non so spiegarmi.

Mi domando se questi pensieri sono solo miei, mie follie che sbocciano nel mio cervellino come erbe selvatiche e da estirpare.