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venerdì 30 aprile 2010

Sembra di oggi e invece è di 50 anni fa....

Sembra di oggi e invece è di mezzo secolo or sono. Gli anni son passati ma l'umanità e rimasta solida sui suoi principi che non sono principi , intatta con le sue qualità che non sono qualità, ferma nelle sue certezze che tutto sono all'infuori di tali.
Incapaci e inconcludenti, con una sfrenata fantasia mirata solo per giustificare le loro carenze e la loro inutilità.
In un momento in cui probabilmente sarebbe opportuno rimboccarsi le maniche e tentare di ricostruire le posizioni così miseramente perdute, sono invece tutti impegnati in una campagna di disimpegno e di disfattismo alla quale è difficile trovare spiegazione o peggio ancora giustificazione.
Chi non ha lavoro ciondola in giro tra un happy hour ed una corsa in macchina, impegnatissimi a non far niente; chi ha lavoro è profondamente disgustato dallo stesso e sogna solo il crollo finale che coinvolga tutti in un grande calderone distruttivo ad estrema e definitiva giustificazione di una umanità rammollita e particolarmente ributtante.
Gente , io non vi capisco.....e sono lieto di non avervi mai capito e di non essermi mai lasciato coinvolgere da questo vostro mondo di ...happy for nothing

giovedì 1 aprile 2010

Cucinando la vita

Ho passato gli ultimi 14 anni della mia vita in questa cucina. Ho sognato, smoccolato e sputato rabbia , guardando pentole che bollivano eseguendo con fatica bocche affamate che smaltivano la materia del mio lavoro.
Mi sono perso guardando padelle che friggevano, e tra un gambero ed una bistecca spesso ho visto nel fondo delle padelle il cielo della California o le strade di New York e sono le sensazioni che a volte mi hanno permesso di andare avanti e non perdere la speranza, la forza che non sempre c'è.Da questa cucina ho tenuto contatti con il telefonino illudendomi di essere ancora vivo, ancora parte di un mondo civile, ho parlato con amici lontani in qualche parte del mondo, e solo così a volte , sono riuscito a sopportare.
Ma sono anche grato a questa cucina che mi ha fatto sopravvivere, che mi ha tenuto sveglio e aderente alla realtà, anche se questa non era sempre quella che avrei voluto. Sono grato al Signore che mi ha concesso di lavorare ed essere pronto, sono grato a chi mi ha aiutato e sopportato, anche se a volte sarà stato difficile per loro capire: io ero lì apparentemente, ma in effetti molto lontano e nessuno poteva saperlo, Grazie.